Visualizzazione post con etichetta Verona. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Verona. Mostra tutti i post

martedì 21 ottobre 2008

Propaganda razzista, Tosi condannato

Nuovo appello Due mesi al primo cittadino e ad altri quattro leghisti veronesi. Stesso verdetto del 2006

Luca Ingegneri
DNews


La vicenda risaliva al 2001 quando il Carroccio propose il manifesto ”No ai campi nomadi” in risposta ai fatti accaduti a Boscomantico. Giudici diversi ma verdetto identico a quello del gennaio 2006. La prima sezione della Corte d’Appello di Venezia ha condannato a due mesi di reclusione, con la sospensione condizionale, per la propaganda di idee razziste il sindaco di Verona Flavio Tosi, l’allora segretario cittadino del Carroccio Maurizio Filippi, l’assesso
re provinciale all’a mb i e nt e Luca Coletto, l’assessore comunale alla viabilità Enrico Corsi ed il segretario provinciale della Lega Nord, nonché deputato di fresca nomina Matteo Bragantini. Era l’unico reato ancora contestato ai cinque (difesi dagli avvocati Piero Longo, Paolo Tebaldi e Giovanni Maccagnani) dopo la parziale riforma della sentenza di secondo grado compiuta dalla Cassazione. La Suprema Corte aveva ritenuto che la propaganda delle idee discriminatorie ai danni dei rom di Boscomantico non si limitasse alla raccolta delle firme. Il contenuto del manifesto a sostegno della petizione aveva inoltre evidenziato elementi discriminatori e non poteva essere scisso da quel particolare contesto ambientale. Per queste ragioni aveva ritenuto carenti le motivazioni della sentenza di condanna restituendo gli atti a Venezia. Il verdetto non si è spostato di una virgola. I giudici lagunari hanno ribadito come l’asserita esigenza di ripristino della legalità fossero in realtà il pretesto per l’attuazione di una vera e propria propaganda di stampo razzista. La Corte ha concesso il beneficio della sospensione ai cinque politici leghisti che non incorreranno in questo modo nell’interdizione temporanea dai pubblici uffici. Sono stati poi riconosciuti il pagamento delle spese processuali ed i risarcimenti all’Opera Nomadi e alle famiglie rom che vivevano nel campo di Boscomantico, successivamente smantellato. In realtà Tosi e company avevano già versato dopo il precedente giudizio d’appello cinquantamila euro alle parti civili, costituite con gli avvocati Lorenzo Picotti, Federica Panizzo, Paola Malavolta ed Enrico Varali. Cinquemila euro sono andati all’Opera Nomadi e 2500 euro a ciascuno dei residenti di Boscomantico che hanno affrontato l’interminabile querelle giudiziaria. Toccherà comunque alla Cassazione scrivere la parola fine a quest’estenuante braccio di ferro. Gli imputati non hanno perso tempo nell’annunciare la nuova impugnazione della sentenza. Ma non prima di sessanta giorni: sono i termini entro i quali i giudici depositeranno le motivazioni. Sulla vicenda incombe però il rischio della prescrizione: il reato di propaganda di idee fondate sulla superiorità e odio razziale si prescrive in sette anni e mezzo dai fatti contestati. La conferenza stampa con cui Tosi e soci annunciarono l’iniziativa del manifesto “No ai campi nomadi” risale al 2 agosto 2001. Vale a dire che nei primi mesi del prossimo sulle accuse ai big del Carroccio calerà il velo della prescrizione.

Read More...

mercoledì 24 settembre 2008

3 ottobre 2008 : Arci Kroen : Verona Caput Fasci

Read More...

giovedì 21 agosto 2008

Libri più abbonamenti e la famiglia si svena

da L'Arena 21/08/2008

Anna Zegarelli Ci siamo, tra meno di un mese le scuole riapriranno. L’inizio del nuovo anno scolastico, il 15 settembre, è quindi sempre più vicino e le famiglie non di certo si fanno trovare impreparate. Da alcuni giorni mamma e papà sono già passati dalle librerie del centro per assicurarsi i nuovi testi scolastici. Infatti nelle librerie e nelle cartolerie più accreditate della città si possono trovare i depliant dei diversi istituti superiori e delle scuole di secondo grado. Fin qui si consuma la prima parte dell’iter di chi con «l’affare scuola», deve vedersela per forza. Questa prima tradizionale mossa, che è la prenotazione non costa nulla. È nella seconda fase, quella del dovere mettere mano al portafogli che si scatenano molteplici commmenti che non sono mai positivi. C’è infatti chi si dispera, come nel caso di una mamma di Costermano, perché a conti fatti tra libri, corredo scolastico dato da zaino, astuccio e cancelleria, arriverà a spendere la bellezza di 1.500 euro. Un’eccezione che colpisce soprattutto le famiglie degli adolescenti della provincia veronese costrette a fare i conti con l’abbonamento del pullman e i testi scolastici che non hanno un «tetto sicuro», come ha disposto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini per le scuole medie. Per i genitori «i neofiti dell’elementari» il tutto si limita al corredo e c’è chi non bada a spese. Tra zaino all’ultima moda, astuccio, accessori vari potrà arrivare a spendere anche 200 euro. Ma questa è una spesa dettata da scelte personali. Chi vorrà potrà quindi spendere molto meno, anche soli 50 euro. [/FIRMA]ABBONAMENTI. È una spesa che incide sul bilancio scolastico di chi frequenta le scuole superiori. L’Atv dal 2006 non ha più aggiornato il proprio tariffario, anzi ha promosso nuove iniziative come quella dedicata proprio ai dieci mesi di frequentazione scolastica. L’abbonamento in questo particolare caso include anche i giorni festivi. Il pagamento si basa sul chilometraggio che va dai paesi della cintura come ad esempio San Martino Buon Albergo, a quelli più lontani come San Zeno di Montagna: tradotto in euro la spesa minima è di 225 , la massima di 542. L’azienda assicura che il risparmio è del 10 per cento. ma c’è chi assicura che è meglio tirarli fuori un poco per volta. «50 euro di risparmio non sono di certo favorevoli», assicura una mamma. Lei preferisce spendere 66 euro al mese quasi fosse una rata di un prestito qualsiasi. LIBRI. La novità del tetto di spesa per le scuole secondarie di secondo grado introdotto dal ministero dell’Istruzione, nel caso veronese viene rispettato. Nelle librerie notiamo che la maggior parte delle classi di prima media hanno addirittura mantenuto il budget sotto la media imposta: al posto di 287 euro le famiglie ne spenderanno 263. Per gli alunni di seconda il tetto previsto è di 127, la spesa effettiva sarà di 113. Ma a lasciare in «braghe di tela» le famiglie sono soprattutto i testi scolastici scelti nelle superiori. In una prima liceo classico spenderanno 450 euro. In una IV ginnasio 320. Poi bisognerà aggiungere il costo dei vocabolari di greco e latino che variano dai 100 agli 80. A lasciare sbalorditi i genitori è il fatto che da una sezione all’altra della stessa scuola superiore la spesa può essere maggiore o inferiore, a seconda del punto di vista, anche di 150 euro. Il tetto viene rispettato nel 80 per cento delle scuole. le superiori come già un sondaggio nazionale ha evidenziato, lo superano in percentuali diverse: dal 10 per cento al 27. SOLUZIONI. Nella libreria Dante in piazza Cittadella fanno notare che alcuni istituti di credito si sono organizzati proponendo prestiti a tasso zero, che finanziano completamente la spesa. È applicabile dai 300 euro ai 1.500. destinatari sono anche gli studenti universitari. Nella libreria Mameli si azzarda un pronostico: nel 2009 i libri scenderanno di prezzo del 30 per cento. Questo grazie a Internet e al fatto che si potranno scaricare gli aggiornamenti dei testi scolastici in uso. Sarà vero? Tra un anno si scoprirà. CORREDO. La scelta è davvero tanta, e la spesa varia a seconda della griffe. Gettonatissime dalle bambine cartelle e accessori di Hello Kitty. Per i maschietti è l’Uomo Ragno.

Read More...

martedì 15 luglio 2008

Studio e Soldi

da L'Arena 15/07/2008
Ilaria Noro

L’Ateneo veronese rischia di chiudere i battenti. A lanciare l’allarme è il rettore, Alessandro Mazzucco, che punta il dito sui i tagli imposti dal governo. «La conversione in legge del decreto 112», afferma Mazzucco «verrà blindata attraverso il voto di fiducia entro pochi giorni. Questo prevede un taglio alle università del 20 per cento dei finanziamenti, che per noi vuol dire chiudere. E non solo per noi. Più che una preoccupazione è una certezza». Stando così le cose, infatti, per salvare l’università pare che non basterà nemmeno aumentare le tasse. E dato che il decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro il 25 agosto e considerate le ferie estive, appare remota la possibilità di riuscire a intavolare una trattativa prima di tale data. Tra le novità inserite nel decreto di legge, la possibilità di trasformare le università in Fondazioni di diritto privato, una vera e propria «rivoluzione» che avrebbe l’obiettivo promuovere una maggiore autonomia e responsabilità degli atenei. Ma anche su questa soluzione il rettore è scettico: «Questa ipotesi sarebbe praticabile se la normativa che governa le fondazioni fosse diversa da quella attuale e se ci fosse qualcuno disponibile a fare fondazioni». E a buttare benzina sul fuoco, in giorni già tesi per le università italiane, le due classifiche pubblicate ieri da Il Sole-24 Ore e dal settimanale ItaliaOggi che valutano la qualità e la funzionalità di tutti gli atenei della penisola, dagli statali ai privati. Se i risultati resi noti da Il Sole-24 Ore infatti riportano dati ben poco incoraggianti per l’università veronese, con una «pagella finale » che assegna 420 punti su un massimo di 900 e la fa slittare al trentaseiesimo posto su sessanta, prima di Reggio Calabria, quelli di ItaliaOggi la riabilitano. Tra le università che contano tra i 10 e i 50 mila studenti, Verona si colloca al quinto posto, sotto Trento e Milano. I dati de Il Sole-24 Ore riportano, ad esempio, come solo il 29,5 per cento dei docenti abbia ottenuto un giudizio positivo sui progetti di ricerca di interesse nazionale, finanziati dal ministero. «Si tratta di dati parziali, che non tengono in considerazione tutti quei progetti finanziati dalla regione o da privati, come la fondazione Cariverona», precisa Mazzucco. «Quella delle risorse, in tutte le università Verona compresa, è una guerra tra poveri. I fondi e i finanziamenti sono sempre insufficienti, briciole se paragonati a quelli degli altri Paesi. Basti pensare che i dati resi noti dal quotidiano si riferiscono al bando del 2006, perché quello del 2007 deve ancora essere chiuso. Che senso ha intraprendere progetti che verranno approvati e finanziati dopo due anni, quando le idee sono già vecchie o superate da altri che hanno i mezzi per portarle avanti?», afferma Roberto Giacobazzi, preside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali che identifica come chiave per risolvere questo problema cronico la meritocrazia. «È necessario valutare e prendere in considerazione le singole realtà». Mazzucco conclude: «Tra gli altri, un dato interessante è quello dell’attrattività». Trentasei è la percentuale delle immatricolazioni che arrivano da fuori regione: «Un elemento che sottolinea come la nostra non sia più un’università locale, ma che al contrario è in grado di interessare studenti da altre parti d’Italia».

Read More...

venerdì 11 luglio 2008

Villafranca: Enrico Giardini La festa gay-lesbo non s’ha da fare, al circolo Arci Kroen in via Porta, e non si farà. E così eccoti il sit-in di protes

Enrico Giardini
da L'Arena 11/07/2008

La festa gay-lesbo non s’ha da fare, al circolo Arci Kroen in via Porta, e non si farà. E così eccoti il sit-in di protesta davanti al municipio. Salta il Sunday Pink Pride, la festa dell’orgoglio lesbico, transessuale e gay organizzata domenica sera dal Circolo Pink di Verona. Alla base del no imposto dal Comune, dopo un intervento degli uffici del commercio, dei vigili urbani e dei dirigenti, c’è l’impossibilità di attenersi alla norme di sicurezza, visto il numero di persone che sarebbero convenute al Kroen, e il fatto che quest’ultimo può ospitare solo eventi per iscritti al circolo. Questo ha comunicato il Comune al direttore del Kroen, Romano Dal Colle.
Il Sunday Pink Pride avrebbe previsto un aperitivo-buffet alle 20.30, con ospiti speciali D-froci-j e lo spettacolo Drag Queens, alle 22. Star della serata Barbiebubu.it, Miranda e Les Artistes con Lady Fulvia, Mara Cash e Miss Frutty.
L’ORGOGLIO. Salta tutto, ma il Pink reagisce. Rinuncia alla festa, «per non mettere in difficoltà un circolo appena aperto e ricattato dalla Giunta sul prosieguo delle attività», ma non a farsi sentire. E organizza domenica, dalle 16 alle 23, un sit-in di fronte al palazzo municipale. «Denunciamo la presa di posizione omofoba e razzista degna della solita destra che a Villafranca, senza il coraggio di motivarla politicamente, impedisce la festa del Pride minacciando di chiudere il circolo privato che l’avrebbe ospitata», dicono Roberto Aere, Gianni Zardini, Cristina Stevanoni, del Pink, dal municipio di Verona con il capogruppo consiliare del Pdci Graziano Perini e il sostegno dell’ex consigliere dei Verdi, Giorgio Bertani.
«Ringraziamo l’Arci Kroen, che ha messo a disposizione i propri spazi per la riuscita di questa festa», prosegue il Pink, invitando tutte le associazioni gay, lesbiche e transessuali, movimenti e persone e unirsi al sit-in «per protestare contro chi limita le libertà individuali e le discriminazioni messe in atto da istituzioni sempre più razziste. Non può essere usata una sorta di multa preventiva verso un gestore che avrebbe ospitato una manifestazione pacifica».
LA LOTTA. Il Pink alza il tiro la protesta. «Dopo Verona e Tosi, eccoci a Villafranca». L’associazione di «gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, eterossessuali, diritti umani e cittadinanza Verona» con sede in città, in via Scrimiari, a Veronetta, di fronte al «no» al Pride, dà al sit-in il senso della ripresa di una lotta cominciata a Verona esattamente 13 anni fa, il 14 luglio 1995. Da quando, cioè, il Consiglio comunale scaligero (prima giunta di centrodestra, con sindaco Michela Sironi) approvò la mozione, la numero 336, che trattava l’accesso ai servizi forniti dal Comune alle famiglie, e rigettava la Risoluzione di Strasburgo dichiarando l’omosessualità contro natura. In base a quella mozione, che parlava solo di coppia-famiglia-sposata, come ha denunciato per anni il Pink, di fatto «si scriveva che le persone omosessuali non potevano pretendere gli stessi diritti delle persone eterossessuali», spiegano Zardini e Aere.
«Tutte le richieste e le norme burocratiche erano state rispettate, dall’Arci Kroen», aggiungono tornando sul Sunday Pink Pride negato, «cosa peraltro confortata dal fatto che già altre feste si erano svolte nelle settimane precedenti e con le stesse modalità, da attori diversi».
Il Pink ricorda fra l’altro che gli attori Elio Germano ed Elena Vanni stanno portando in giro per l’Italia un recital, dal titolo «Verona caput fasci», scritto utilizzando alcune espressioni di consiglieri comunali scaligeri del 1995, pronunciate durante il dibattito sulla mozione 336. Come quella del leghista Romano Bertozzo, secondo cui «i gay, se vogliono dei diritti devono cedere i loro attributi alla chirurgia», disse in aula, «per la tranquillità di tutti...bisogna farli capponi».

Read More...

giovedì 10 luglio 2008

Verona, raid nazista al cimitero ebraico


Mentre il governo prosegue imperterrito con la militarizzazione delle città, la schedatura dei rom e la guerra alle moschee, nel nord-est non si fermano le provocazioni neofasciste. Come nella città del sindaco Tosi, dove ora tocca alla comunità israelita cittadina subire deliranti minacce antisemite. Nel silenzio generale
Dopo l'omicidio Tommasoli, svastiche e scritte contro ebrei, rom e centri sociali. Il comune le fa sparire e nasconde tutto
Paola Bonatelli
Il Manifesto
VERONA

«Sporchi ebrei», «Ebrei luamari siete peggio della Chimica», «Chimica al forno, ebrei e rom come contorno» ma anche «Perini luamar» e «Perini morto». Luamari in dialetto veronese sta per letamai, La chimica è il centro sociale con sede abbattuta dall'amministrazione del leghista Flavio Tosi, Perini è il capogruppo del Pdci in consiglio comunale, riconfermato segretario del partito al congresso provinciale di domenica scorsa con ampia rilevanza sulla stampa cittadina. Il tutto scritto con bombolette di colore nero e arancio fluorescente sulle mura che circondano lo storico cimitero ebraico di Verona, in borgo Venezia, a pochi passi dalla Mondadori e due strade più in là dell'asilo comunale occupato dalla Chimica e raso al suolo dalle ruspe del Comune, come da promessa elettorale dell'attuale sindaco. Sul posto, avvisata dal custode ieri di prima mattina, è arrivata subito la Digos e poi la Scientifica. Il tempo necessario per avvisare la Comunità ebraica e per compiere i lavori di rilievo e poi, la mattina stessa, gli operatori dell'Amia, l'azienda municipalizzata locale, hanno cancellato lo sfregio. Nessun fotografo, né giornalista, nessuna telecamera a riprendere le scritte e le svastiche (disegnate al rovescio). Un tempismo eccezionale, se si pensa che, per le scritte antifasciste fatte durante la manifestazione del 17 maggio scorso, il sindaco chiese i danni agli organizzatori e poi disse che le avrebbe fatte cancellare a spese dell'amministrazione (ma molte sono ancora lì).
«Io le ho fotografate - dice il presidente della Comunità ebraica Carlo Rimini - ma è meglio che le abbiano cancellate, erano anche sgrammaticate e pasticciate, un imbrattamento molto esteso ma anche confuso. Noi non abbiamo sporto denuncia ma credo che la segnalazione sia fatta d'ufficio». Il dirigente della Digos Luciano Iaccarino conferma: «Abbiamo immediatamente segnalato l'accaduto alla Procura e anche a Roma, al Ministero. Non sono le scritte neonaziste classiche, quelle nere coi caratteri runici per intenderci, siamo di fronte a modalità nuove e le indagini sono ovviamente appena iniziate». Ma la notizia è circolata in fretta, anche perché molti cittadini del quartiere le hanno viste mentre si recavano al lavoro. Nel pomeriggio sono stati diffusi due comunicati, uno del rinato Comitato di quartiere e l'altro del Circolo Pink-glbt, che è, tra l'altro, tra gli organizzatori della manifestazione del 17 maggio per l'assassinio di Nicola Tommasoli, ammazzato da cinque giovanissimi ultras dell'Hellas con simpatie neofasciste. E se i due comunicati, oltre ad esprimere solidarietà agli «obiettivi» delle scritte, collegano l'accaduto da una parte al «clima di paura instaurato in città da alcuni professionisti della paranoia e della falsa sicurezza» (leggi Lega e soci), dall'altra al «ritorno alle pratiche naziste, alle ronde notturne, alle forme di pulizia etnica, alla caccia al diverso in una città che ha una giunta che legittima e finanzia gruppi integralisti e di estrema destra», il più preoccupato è sicuramente Graziano Perini. Il figlio Luca è stato picchiato due volte, lui è stato minacciato sia con scritte sui muri che per la strada, accusato di «rovinare l'immagine della città».
Il custode lavora al cimitero ebraico da venticinque anni e lo ama come un figlio. Ieri mattina ha pulito con la spazzola del trapano la svastica disegnata sulla stella di Davide fuori dal cancello del cimitero. Il luogo è in realtà un grande giardino, come quasi sempre i siti di sepoltura degli ebrei, che i Romani chiamavano "Horti judeorum": «Qui - racconta - ci sono anche tombe sette-ottocentesche che prima stavano in un'altra zona, più vicina alla città. Questo cimitero esiste dal 1856. Quando sono arrivato era semi-abbandonato, non si poteva nemmeno camminarci intorno. Negli ultimi vent'anni abbiamo subito vari sfregi ma mai di questa portata e con scritte di questo tenore, con parole in dialetto, simboli sbagliati ma soprattutto con l'accostamento tra gli ebrei, i rom e i centri sociali. Sembrano fatte da gente improvvisata ma, secondo me, dietro c'è qualcuno che soffia sul fuoco. Comunque è tutto molto triste perché la gente non ha più memoria», sospira, e tira fuori un suo scritto in cui ricorda quando, bambino, vedeva passare le tradotte per il fronte russo e dello choc subìto quando vide uscire dalla stazione di porta Vescovo i carri bestiame chiusi con le mani dei prigionieri aggrappate ai finestrini di sfiato, le urla che imploravano acqua e i soldati nazisti sui predellini dei vagoni. «Forse per questo era destino che finissi qui», conclude, chiudendo il cancello.
Sono le impronte raccolte lunedì a piazza Esquilino, a Roma,
nel banchetto organizzato dall'Arci. Ora tutte queste «macchie» d'inchiostro saranno inviate al ministro Maroni.

Read More...

lunedì 19 maggio 2008

Comunicato dell'assemblea aperta cittadina. Verona 17/05/2008

Dodicimila persone hanno sfilato oggi a Verona per ricordare Nicola Tommasoli, il giovane ucciso nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio da cinque simpatizzanti di gruppi neofascisti.
Per Nicola la manifestazione si è fermata davanti alla chiesa di San Fermo, per un minuto di silenzio e un lungo applauso, per portare fiori e ricordi sul luogo della sua morte, lì a pochi metri, a Porta Leoni.
Il corteo - comunicativo, aperto, partecipato, pacifico - è stato aperto da uno striscione disegnato da un artista/writer amico di Nicola, portava questa scritta: "Nicola è ognuno di noi".
A questa grande e importante manifestazione si deve aggiungere quella altrettanto importante e significativa che le organizzazioni dei migranti hanno promosso in piazza Bra.
Da queste manifestazioni nasce una nuova Verona che vuole creare una nuova sensibilità fatta di libertà, socialità vitale, tolleranza, cultura e solidarietà.

La manifestazione, promossa dall'Assemblea aperta cittadina, ha fatto appello alla coscienza civile e alla capacità di autocritica di Verona per sconfiggere l'intolleranza e la discriminazione, un atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere.
Erano presenti molti cittadini, uomini e donne, ragazze e ragazzi, associazioni culturali, musicali, teatrali, sociali di Verona e del territorio. Tra i molti striscioni anche uno degli amici di Nicola, con la scritta: BIBOA, una gioiosa imprecazione inventata da Nicola stesso. Molte anche le realtà giovanili e i centri sociali di varie città, da Roma a Brescia, da Padova a Bologna.

A metà corteo, qualche tafferuglio provocato da poche persone è stato pacificato dai manifestanti stessi. Il corteo si è concluso in piazza Erbe e in piazza Dante con gli interventi delle realtà che hanno organizzato e partecipato alla manifestazione.


Si è manifestato per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. A Nicola piacevano il surf, la montagna e il colore arancio. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.

Assemblea aperta cittadina
organizzatrice della manifestazione

info: 3491476050 - 3477732939

Read More...

domenica 11 maggio 2008

Appello Giovani Comunisti/e manifestazione 17 maggio

17 maggio 2008 manifestazione nazionale a Verona!


A Verona da anni si respira un clima pesante di intolleranza e razzismo, con aggressioni ai danni di meridionali, migranti, omosessuali, lesbiche, transgender e chiunque sia percepito come ‘diverso’, politicamente o anche solo nel modo di vestire.


Politiche securitarie, slogan razzisti, manifestazioni omofobe che trovano radici, consensi e coperture nell’arco istituzionale, dal sindaco leghista Tosi a consiglieri comunali dichiaratamente fascisti, come Miglioranzi, già leader del Veneto Fronte Skinhead.


La notte del primo maggio, in pieno centro a Verona, è stato ucciso un ragazzo, Nicola Tommasoli. Non è stato un atto di bullismo, non è stata una semplice rissa innescata da un branco di deficienti. Chi lo afferma è complice del clima che ha permesso questo omicidio. Al posto di Nicola, poteva esserci ognuno o ognuna di noi.


Perchè Verona è governata da un fitto intreccio di poteri forti, lobby economiche, integralismo cattolico, violenza neofascista, intolleranza diffusa e instillata con campagne di odio verso tutto cioè che non è omologato o produttivo. A Verona, nel 2008, è per questo motivo che si muore di fascismo.


Ma c’è un’altra Verona, che resiste e chiede verità e giustizia per Nicola Tommasoli, condanna il fascismo, vuole rompere la cappa di intolleranza e intende denunciare le continuità fra le istituzioni cittadine e gli stessi gruppi e aree da cui provengono gli assassini di Nicola.


Il 17 maggio parteciperemo al corteo nazionale per la liberazione di Verona dalla paura, dall’odio, dal razzismo, da forme vecchie e nuove di fascismo.


Non vogliamo stare in silenzio, non vogliamo stare fermi, non possiamo dimenticare.


I Giovani Comunisti aderiscono al corteo del 17 maggio e invitano tutte e tutti, cittadini e cittadine, studenti, antifascisti e antifasciste, associazioni, partiti, sindacati a camminare con noi, a urlare con noi, ad attraversare Verona il 17 maggio con tutti i colori che siamo, con tutta la rabbia e la voglia di giustizia che abbiamo.


Non abbiamo paura, riprendiamoci le città!


Le strade sono di chi ama!


partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
per aderire
adesioni17maggio@gmail.com


GIOVANI COMUNISTI/E

Read More...

sabato 19 aprile 2008

25 Aprile: Non ci concedono gli spazi?

AL SINDACO DI VERONA

AL QUESTORE DI VERONA

AL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI

del COMUNE DI VERONA

Oggetto: manifestazione antifascista del 25 aprile p.v.

In via informale ci è stato fatto sapere che la Giunta del Comune di Verona sarebbe intenzionata a non concederci l’uso di piazza dei Signori per la manifestazione antifascista da noi indetta per la giornata del 25 aprile p.v.

La notizia trova conferma anche sulla stampa locale odierna.

Ciò ci impone alcune precisazioni.

Siamo convinti si tratti di malintesi o notizie non correttamente verificate perché è noto che non sta nelle facoltà dell’Amministrazione Comunale la concessione o meno delle piazze per le manifestazioni.

Aspettiamo, invece, dal Comune il pronunciamento formale, scritto e motivato rispetto alla concessione dell’utilizzo del suolo pubblico, come da noi richiesto, in tempo utile per poter adeguatamente organizzare l’evento indicato.

Cogliamo inoltre l’occasione per ribadire la volontà de la Sinistra l’Arcobaleno di Verona di tenere comunque l’annunciata manifestazione antifascista in Piazza dei Signori per il 25 Aprile spostandone però l’orario d’inizio alle ore 20 per evitare concomitanze o sormonti con altre iniziative già indette da altre organizzazioni per lo stesso giorno.

Distinti saluti.

Per la Sinistra l’Arcobaleno di Verona

Fiorenzo Fasoli

Verona, 17 aprile 2008

Read More...

giovedì 27 marzo 2008

Incontro con Paolo Ferrero

Sabato 29 marzo il ministro Paolo Ferrero (candidato alla Camera nella nostra Circoscrizione, Veneto 1) sarà nella sala circoscrizionale in via Brunelleschi per incontrare l'elettorato dalle ore 10 alle ore 12.
Sarà l'occasione per confrontarsi con lui su temi quali diritti sociali e civili, beni comuni e compatibilità ambientale.

Read More...

giovedì 7 febbraio 2008

Secondo il rapporto annuale dell’Inail, Verona è al primo posto in Italia e

da L'Arena 6/02/2008
Roberto Ceruti

Verona prima in Italia per numero di infortuni sul lavoro. È il triste primato che emerge dal recente rapporto dell’Inail. Certo, il dato è ormai storico, permanendo dal 1991, e ha delle chiare motivazioni legate all’economia del territorio.
Nel 2006 gli infortuni nel settore industriale e terziario sono stati 20.513, di cui 23 mortali, su un totale di 105.446 in tutto il Veneto. In agricoltura l’imprinting territoriale è ancor più chiaro, visto che da noi capita circa un terzo degli infortuni della regione. 1.848 sono stati gli incidenti agricoli nella nostra provincia nel 2006 (3 morti) su 5.677 infortuni nel Veneto. Le morti bianche a Verona erano state 14 nel 2005 e 22 nel 2004.
Un altro dato preoccupante, che si aggiunge al secondo rapporto sulla tutela delle vittime, che l’Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) ha presentato l’altro ieri al presidente Giorgio Napolitano nel corso di un incontro riservato al Quirinale. L’Italia, infatti, detiene il primato europeo in questo settore.

Read More...

giovedì 31 gennaio 2008

Altro rinvio, il traforo «rallenta»

da L'Arena 31/01/2008 Enrico Giardini Semaforo rosso per il tracciato del traforo delle Torricelle. S’incaglia nei dubbi di Alleanza nazionale (richiesta di dettagli sulla fattibilità, sull’impatto ambientale e sul rapporto costi-benefici) la discussione sul percorso del Passante stradale da Poiano al casello di Verona nord, con tunnel coperto, esaminato ieri dalla giunta comunale e presentato dall’assessore alle infrastrutture Enrico Corsi, che avrebbe dovuto avere l’okay e invece dovrà attendere un mese e mezzo. «Si è concordato che gli uffici dell’assessorato alle infrastrutture inizino a stendere il progetto preliminare, che dovrebbe essere completato entro 30-40 giorni», ha spiegato il sindaco Flavio Tosi dopo la riunione di giunta. «Gli uffici, nel frattempo», ha aggiunto, «potranno raccogliere le eventuali osservazioni o suggerimenti degli assessori in relazione ai diversi aspetti tecnici del tracciato, ancora in fase di definizione. L’assessore Corsi fornirà tutto il materiale di supporto per valutare il tracciato». Dunque, altro slittamento. «Il Passante con traforo è l’opera destinata a cambiare la viabilità di Verona per i prossimi decenni», spiega Tosi, «e deve essere quindi un progetto condiviso». Di certo c’è che la strada (totale 11 chilometri) partirà a Ca’ Rossa di Poiano, con una galleria sotto le Torricelle di 2,3 chilometri che sbucherà a San Rocco, sotto Quinzano. Avrà poi un percorso in trincea e si collegherà con la strada di gronda e, dopo un nuovo ponte sull’Adige all’altezza di Parona, terminerà a Verona nord. Tosi: «Per altri aspetti tecnici del tracciato, in particolare sulla strada di gronda con i relativi svincoli, le modalità attuative sono in via di definizione e sarà proprio la progettazione preliminare a farlo». È l’innesto della futura strada di gronda (da Parona) sulla bretella verso Verona nord a suscitare dubbi: dovrà essere a San Massimo o vicino al casello? Resta aperto il capitolo sui flussi di traffico. An, con capofila il capogruppo in Consiglio comunale Ciro Maschio, vuole dati per sapere se l’opera serve o no. Tosi fa sapere che «i dati ci sono e verranno integrati» e che stiamo lavorando a un piano della mobilità «che auspichiamo sia approvato prima di dare via all’opera e comunque sarà relativo al traffico interno alla città, non alla grande viabilità e allo scorrimento attorno. Quindi non c’entrerà nulla con il traforo». Parole che assegnano, così, una valenza extraurbana e autostradale al Passante con galleria, che andrebbe infatti dallo sbocco della tangenziale est (collegata a Verona est) al casello di Verona nord. «Siamo soddisfatti perché la giunta si è presa del tempo per valutare bene il progetto», dice Maschio, con l’assessore Vittorio Di Dio, di An, «e l’impatto ambientale». Tosi conferma l’ipotesi di spesa di circa 300 milioni di euro, di cui 53 già a disposizione nel piano finanziario dell’Autostrada Serenissima. «Abbiamo chiesto anche all’Autobrennero di partecipare in maniera significativa», ha concluso, «mentre il resto dei finanziamenti verrà con il project financing da capitali privati».

Read More...

1° Febbraio 2008 dalle 22.00 Presidio per i diritti in Basso Acquar (strada interna del Bingo)


Tosi e la sua giunta hanno deciso che ora è il tempo della discriminazione e dell´attacco alla comunità lesbica-gay e trans. Dopo le ordinanze razziste e xenofobe fatte per per contrastare il diritti di cittadinanza e le libertà individuali delle persone immigrate, dopo le ordinanze antiprostituzione farcite di proposte inutili e ridicole, sulla scia "moralizzatrice", ecco pronta l´ennesima grave ordinanza che, sovrapponendosi a quella sulla prostituzione già applicabile a tutte le strade, chiede la chiusura di Basso Acquar nelle ore notturne.
Il tentativo pericoloso di Tosi è quello di andare a colpire con una repressione indiscriminata la libera circolazione, la libera socializzazione di gay e trans, nel loro punto di ritrovo 'storico'.
E' un divieto anti gay-trans, in un luogo libero da tessere, obblighi di consumazione etc, un luogo riconosciuto e utilizzato come luogo di incontro e di socializzazione da alcuni, o come "rifugio anonimo" da altri. In una città povera di locali e luoghi di aggregazione gay, lesbica e trans, segnata da un atteggiamento politico-culturale omo-transfobico (le Mozioni anti gay-lesbiche-trans del 1995 sono tuttota valide) questa ordinanza ha l`unico scopo di ribadire che "a Verona i gay, le lesbiche e le trans non le vogliamo".
Questa è la conferma che la città voluta da Tosi è una città chiusa, integralista e razzista e così è ormai conosciuta all´estero.
Di fronte a questa pulizia etnica fatta a suon di ordinanze chiediamo che questi ulteriori cartelli discriminatori vengano rimossi e auspichiamo che al loro posto vengano posizionate comode panchine nel rispetto del "clima salottiero" che questo luogo, storico punto di ritrovo della comunità gay e trans ha da sempre goduto.
Oggi in questa città chiunque lamenti di essere disturbato da un qualsiasi vicino non gradito, con la sottocultura di questa giunta può ottenerne l´allontanamento a suon di ordinanze
E' per contrastare questa logica della chiusura degli spazi e della limitazione delle libertà individuali e dei Diritti Umani che il 1° febbraio 2008 dalle ore 22.00 saremo in Basso Acquar (strada interna del Bingo)a manifestare con ORGOGLIO il nostro dissenso!

Promuovono: Circolo Pink Verona, Arcigay Verona, Sinistra Critica, csoa La Chimica, Giovani Comuniste/i Verona, FGCI-Verona

Aderiscono: Arcilesbica Verona, Sinistra Arcobaleno (RC, PDCI, SD e Verdi)

Read More...

venerdì 25 gennaio 2008

CHI HA PAURA DEL CIRCOLOPINK?

COMUNICATO STAMPA

Gravissimo e inaccettabile quanto è avvenuto ieri mattina nella
sala stampa del Comune di Verona.

Alla conferenza stampa indetta dal Circolo Pink e dai Comunisti
italiani, per la presentazione delle iniziative sul giorno della Memoria (in sala Lodi, alle 16.00,
presentazione di un libro e proiezione di un film, a cura del Circolo Pink),
si sono presentate anche le forze dell'ordine, 4 agenti della
Digos, fatti uscire poi dalla sala stampa su esplicito invito di Graziano
Perini e dai militanti del Pink presenti alla conferenza stampa.

La conferenza è stata ripresa solo quando gli agenti sono usciti.
Il comune di Verona o, meglio, la casa comunale di tutt* i cittadin*
era militarizzato per la presenza del circolo Pink! Grave di per sè,
ma ancora di più in questa circostanza, perchè si presentavano le iniziative
culturali per il giorno della memoria, giornata in cui si
ricordano tutte le vittime dei campi di concentramento nazisti. La
memoria dovrebbe avere maggior dignità e cittadinanza.

Preoccupante come questa Amministrazione chiami con solerzia Digos e Polizia
municipale, per contrastare e intimidire chi la critica, o chi
semplicemente avanza delle proposte alternative. Ed al Questore chiediamo:
ma è proprio necesario rispondere positivamente ogni volta che Tosi chiama?

Anni fa avevamo gli integralisti cattolici a tutte le nostre iniziative culturali, oggi abbiamo la
polizia che ci controlla. Va ristabilito il limite dell'eccesso e della "sicurezza".

Ci chiediamo: chi era venuta a difendere, oggi, la Digos? Tosi da noi, o noi dai sui fascisti armati?
perchè perdere tempo a seguire le bizzarre richieste del Sindaco piuttosto che adoperarsi contro
il "crimine e per la sicurezza" dei cittadini? Non basta la politica repressiva già messa in atto a Verona, in questi mesi,
con esiti tragici, ma, qualche volta, anche ridicoli?

Sarebbe meglio che il Sindaco si ricordasse che tutt* possono accedere alla
Casa comunale, anche per fare proposte molto diverse dalle sue.
La casa comunale non è la casa di Tosi!

La Sinistra/l'arcobaleno (Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi, Sinistra democratica), Circolo Pink
fa sorridere perchè era la presentazione di un libro sullo sterminio delle persone omossessuali... roba altamente sediziosa..

Read More...

mercoledì 23 gennaio 2008

I CONTI IN TASCA. Il Comune ha reso note le dichiarazioni dei redditi di consiglieri comunali, assessori e sindaco compilate nel 2007 e relative al 2

da L'Arena 23/01/2008

All’epoca era direttore generale della Rai e il reddito era adeguato all’incarico: 594 mila euro dichiarati da Alfredo Meocci, che risulta così il Paperone di Palazzo Barbieri secondo la classifica dei redditi resi noti ieri, che si riferiscono al 2006 quando i consiglieri dovevano però ancora essere eletti: sono dati che fanno riferimento quindi alle loro attività precedenti, poiché le elezioni si sono tenute nel maggio 2007.
SPESE ELETTORALI. Ma al di là di Meocci (che ha lasciato l’incarico nel giugno 2006 e che l’anno dopo ha restituito 270 mila euro per la multa comminata dall’Authority che ha ritenuto la nomina non regolare) il dato che balza agli occhi sono le spese elettorali sostenute dai due candidati sindaci principali: l’uscente Paolo Zanotto ha dichiarato spese elettorali nel tentativo di essere rieletto per ben 342.380 euro. Zanotto, che è stato poi sconfitto da Tosi al primo turno, ha presentato la nota dei contributi: 131 mila euro dall’Ulivo e 211.944 euro dal Comitato Zanotto. Flavio Tosi ha speso meno, ma comunque tanto per la campagna elettorale: 128.754 euro, quasi tutti (125.500) costituiti da contributi versati da aziende varie. Molto staccati tutti gli altri: Roberto Fasoli per la campagna elettorale ha speso 29.700 euro, il deputato Pieralfonso Fratta Pasini poco più di 27 mila euro.
CONSIGLIERI. Ma torniamo ai consiglieri comunali. Il Paperone in questo caso è un titolo che può essere assegnato a pari merito: la palma la conquistano l’avvocato Gian Paolo Sardos Albertini Lista Tosi che nel frattempo è stato nominato presidente dell’Agsm e l’imprenditore Stefano Zaninelli, Lega, già consigliere di amministrazione delle Ferrovie, ora direttore generale dell’Azienda trasporti. Entrambi hanno dichiarato un reddito di 264 mila euro.
Tra le curiosità, Sardos Albertini è il legale rappresentante della Fondazione Quo Vadis di don Verzè con sede al monte Tabor di Illasi, mentre Zaninelli è amministratore dell’albergo Posta di Caprino e presidente della Tevere tpl, società di trasporto.
Al terzo posto tra i consiglieri con maggior reddito troviamo l’ex sindaco Paolo Zanotto, Lista Zanotto, avvocato, che dichiara 183 mila euro e nel 2006 oltre ad essere sindaco della città faceva parte dei cda di Risparmio previdenza spa, Autostrada Brescia-Padova, collegio sindacale Melegatti e Covim.
Alle spalle dell’allora sindaco Paolo Zanotto , al quarto posto tra i consiglieri comunali troviamo il deputato Pieralfonso Fratta Pasini di Forza Italia e al quinto posto Marco Comencini, architetto, all’epoca presidente della Circoscrizione di Borgo Roma.
BESCHIN: 3056 EURO. Sul fronte opposto non sono pochi i consiglieri che dichiarano redditi minimi. Il record spetta a Elena Traverso studentessa di An, all’epoca consigliere di circoscrizione. Ma se consideriamo chi ha un’attività lavorativa, il vero primato è spetta a Giampaolo Beschin, Lista Tosi, commerciante, che tra ammortamenti e spese scaricate, arriva a dichiarare per il 2006 soltanto 3056 euro di reddito. Poi troviamo tre consiglieri a quota 9 mila euro: Antonia Pavesi, imprenditrice agricola, Ciro Maschio praticante avvocato e Graziano Perini pensionato, segretario Pdci.
SINDACO E ASSESSORI. E veniamo alla Giunta, dove troviamo Alfredo Meocci, vicesindaco, con 594 mila euro di reddito nel 2006 quando era direttore generale della Rai, incarico che ha ricoperto dall’inizio del 2005 fino al giugno 2006. Poi ha restituito 270 mila euro. Alle sue spalle, ampiamente staccato, si piazza Vittorio Di Dio, di An, direttore amministrativo della Fiera, che fa segnare un reddito nel 2006 di 153.066 euro. Terzo posto per Flavio Tosi, oggi sindaco ma allora assessore regionale alla Sanità per la Lega, con un reddito riferito al 2006 di 124.555 euro. Lo segue a ruota Pierluigi Paloschi, Lista Tosi, revisore contabile, che dichiara 105 mila euro.
Sempre in fascia alta troviamo Alberto Benetti, professione dirigente, che nel 2006 era in Consiglio comunale, con un reddito di 98.845 euro, quindi Daniele Polato, imprenditore (80.472), Sandro Sandri imprenditore in una propria industria che sfiora gli 80 mila euro; Federico Sboarina, professione avvocato con 69.439 euro. Chiudono l’elenco degli assessori Enrico Corsi che all’epoca era presidente dell’ottava circoscrizione e consigliere provinciale della Lega (50 mila euro), Erminia Perbellini con 34. 432 euro, Marco Padovani, impiegato, con 21.584 euro e Paolo Tosato con 10 mila euro.
NON PERVENUTO. Manca soltanto la dichiarazione dei redditi dell’assessore Alessandro Montagna: «L’ho dimenticata nel cassetto, provvederò al più presto».

Read More...

giovedì 17 gennaio 2008

IL SINDACATO INQUILINI. Il Sunia: «Politica comunale miope». L’assessore Paloschi: «Falso, stiamo andando avanti» «Le assegnazioni? Bloccate»

da L'Arena 17/01/2008

«Le case vuote sono un crimine. La casa è un diritto». E’ scritto sullo striscione appeso al balcone della famiglia nigeriano in via Caccia dai rappresentanti de La Chimica. E il loro pensare non è diverso da quello del presidente del Sunia Adriano Francescon che, pur prendendo le distanze dal centro sociale, sostiene che quanto avviene è frutto di «una politica miope e che non tiene conto dei diritti umani».
«Da tempo l’Agec non consegna appartamenti, nemmeno quelli che rientrano nell’emergenza abitativa», afferma Francescon, «mettere gli alloggi in vendita è un assurdo tanto più se pensiamo che la gente non ce la fa ad arrivare alla terza settimana del mese. Si stanno adottando misure degli anni Trenta, come il bonus spesa. Ma che se ne fa uno del buono per mangiare quando non riesce a pagare un tetto? Lo scorso anno in graduatoria c’erano 2.300 persone. Solo 600 sono entrati in lista nel 2006 con il bando regionale e 400 famiglie hanno fatto richiesta di un alloggio con il sistema concordato con i sindacati inquilini e l’Agec che prevede un canone di 150 euro mensili».
«Questo perché chi chiedeva una casa, nella maggioranza dei casi aveva un reddito talmente basso che gli si sarebbe dovuta dare gratuitamente. Ma gli alloggi non ci sono o meglio non li danno. In soli due anni 50 sono stati rimessi a nuovo. Il piano vendita dei 700 non è stato attuato. Quindi l’azienda non monetizza».
Verona, sostiene ancora Francescon, è tra le città italiane con il più alto numero di sfratti per morosità. «Siamo gli unici nel Paese a non avere trovato un accordo con i proprietari degli immobili. Si era parlato di agevolazioni fiscali, di una quota messa a disposizione dal Comune. Ma nella realtà non si è fatto nulla», dice, «a Torino sono stati recuperati i “contenitori abitativi vuoti” e da noi invece gli ex magazzini generali sono ancora lì».
Di parere opposto Pier Luigi Paloschi, assessore alle politiche della casa. «Le assegnazioni stanno andando avanti. C’è una commissione di controllo che sta valutando il da farsi», assicura. I dati forniti da Agec lo dimostrano: nel 2006 sono stati assegnati 127 alloggi, 126 nel 2007. Da pochi giorni sono stati approvati 26 alloggi sfitti e i contratti verranno stipulati nell’arco del prossimo mese. In base alla legge regionale sono stati assegnati altre 20 unità abitative».
«Al momento nove alloggi sono in fase di ristrutturazione. Per evitare che intere famiglie finiscano sulla strada l’assessore alle politiche sociali Stefano Bertacco chiede al Tribunale di avvisare gli uffici preposti. «Sappiamo che non sono obbligati. Mi auguro di poter stipulare con il tribunale un protocollo di intesa come già fatto con Ater e Agec». A.Z.

Read More...

venerdì 11 gennaio 2008

CON I METALMECCANICI IN LOTTA PER IL CONTRATTO

Oggi 11/1/2008 i metalmeccanici manifestano a sostegno del rinnovo contrattuale. Le richieste presentati agli imprenditori e approvate da un referendum democratico parlano direttamente di condizioni di lavoro ormai insopportabili.


Bassi salari, precarietà, infortuni e autoritarismo sono il tratto fondamentale scelto dalla Confindustria per competere sui mercati con risultati disastrosi per l’intero sistema economico e sociale del paese.


Il risultato più drammatico di questa politica si è visto a Torino, con i gli omicidi, ipocriticamente chiamati “bianchi”, dei lavoratori della Thyssen.


'''L’attacco al contratto nazionale di lavoro è il dato più significativo delle scelte di Confindustria, che dovrebbe invece essere chiamata a rispondere di fronte al paese della propria incapacità di risultati industriali e produttivi (dalla Cirio alla Parmalat, dalla Telecom a tutto il settore della telecomunicazioni).'''


Non la ricerca, non la formazione, non l’innovazione ma '''precarietà''', '''bassi salari''' e '''alti stipendi per i manager''' sono le ricette che propongono i rappresentanti di Confindustria.


'''Il sostegno allo sciopero generale dei metalmeccanici di oggi ci impegna direttamente in un’azione efficace contro la precarietà, superando i gravi limiti della legge su welfare e pensioni approvata recentemente dal Parlamento, per l’aumento dei salari, la difesa e la conquista del contratto nazionale.'''


Dalla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo (Assemblea Generale della Nazioni Unite – 10/12/1948): ''“….Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro….Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale”''


Dalla Costituzione della Repubblica Italiana (01/01/1948): ''“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”''

La Sinistra L'Arcobaleno
PRC - PdCI - Verdi - Sinistra Democratica

Read More...

lunedì 7 gennaio 2008

Verona: Morire di lavoro Dati in crescita

da L'Arena 7/1/2008

Morire per lavoro, mentre si sale su un’impalcatura, mentre un macchinario impazzisce e ti stritola, mentre controlli una vasca per il raffreddamento.

Sono 16 le persone che hanno perduto la vita nei luoghi di lavoro nell’anno appena chiuso. L’ultimo è stato un capoturno delle fonderie Biasi, morto nel giorno in cui doveva essere in sciopero, dopo essere entrato in azienda per un controllo. L’uomo è caduto nella vasca di raffreddamento del materiale ferroso.
Gli infortuni si verificano soprattutto nei cantieri edili, ma anche in agricoltura. A morire sono spesso giovani immigrati arrivati in Italia per cercare un lavoro e fortuna.
In marzo, in uno stabilimento di Padova specializzato nelle manutenzioni persero la vita due operai dell’Est a causa dell’esplosione di un forno di ghisa. Sempre nello stesso mese padre e figlio morirono asfissiati in una cisterna per la raccolta di acqua piovana a Tregnago.
Ma i dati Inail del 2007 sono davvero poco confortanti, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori interinali con contratti a progetto, sono 400 quelli che si sono infortunati durante l’ultimo anno nella nostra provincia. Spesso si tratta di persone che cambiano tanti lavori e quindi la preparazione non è sufficiente, altre volte il lavoratore agisce in maniera superficiale, pensando che non possa accadergli niente di grave proprio perchè invece è molto esperto. Ed è questo atteggiamento che invece gli fa compiere degli errori.
C’è poi tanto lavoro sommerso, che impiega manovalanza clandestina. Muratori, soprattutto romeni e moldavi vengono invece utilizzati in edilizia, spostati da un cantiere all’altro che subappalta fino a tre volte. Organizzazioni che procurano manovalanza, accompagnando i lavoratori direttamente sul cantiere e prendendosi percentuali sugli ingaggi.A.V.

Read More...

giovedì 3 gennaio 2008

Nomina Direttori generali: La Cgil rilancia la sua proposta «Criteri oggettivi basta spartizioni»

da L'Arena 3/1/2008

Si dicono «stupiti» dalle reazioni politiche ai «criteri unilateralmente adottati dal presidente Galan per stabilire chi dovrà assumersi la responsabilità di far funzionare al meglio la macchina regionale della sanità pubblica», i responsabili della Consulta politiche di welfare Cgil Veneto.
In una nota, Cristina Bastianello, Franco Piacentini e Ugo Agiollo, del sindacato veneto, parlano di «spartizione partitica» e denunciano: «Da sempre si è a conoscenza che non sono le valutazioni obiettive a prevalere, quindi ci saremmo aspettati da chi oggi grida allo scandalo, in tempi non sospetti, proposte per rivedere questo inaccettabile sistema discrezionale affidato a un’unica persona, con trasparenti criteri oggettivi di scelta».
La Cgil torna a proporre, per la scelta dei direttori generali una «selezione concorsuale trasparente e sulla base di criteri oggettivi quali professionalità, esperienza, titoli, con impegno e responsabilità dimostrabili». E sottolinea: «Negli ultimi cinque anni il modello sociosanitario veneto, sostanzialmente ha retto bene soprattutto grazie all'impegno del personale infermieristico, degli operatori socio-sanitari, dei tecnici sanitari, del personale della riabilitazione, con il personale tecnico, amministrativo e medico. Il modello veneto ha retto», aggiungono, «per il senso di responsabilità dimostrato dalle forze sociali e sindacali e dalle conferenze dei sindaci, non certamente per merito della politica e di questa Regione che da oltre 11 anni ha bloccato la programmazione sociosanitaria».

Read More...

lunedì 31 dicembre 2007

Verona, il sindaco Flavio Tosi e il consigliere razzista

Tiziana Valpiana*

In soli 6 mesi di amministrazione di centro destra con il sindaco Tosi tante cose sono cambiate a Verona: non si possono consumare panini e bibite in prossimità dei monumenti, non ci si può sdraiare sulle panchine attrezzate con appositi "disturbatori", non si può bere fuori dai bar, siamo stati forniti di 10 (dicasi dieci!) nuovi vigili nei quartieri, il campo rom sta per essere definitivamente sgomberato con buona pace dei bimbi inseriti a scuola e degli adulti faticosamente accompagnati in percorsi lavorativi, è stato tolto il patrocinio a iniziative democratiche e terzomondiste quali il Congresso nazionale del Movimento Nonviolento e Il Premio Enzo Melegri...
Da candidato sindaco, Tosi in campagna elettorale si era presentato come colui che avrebbe riportato ordine e legalità in città. A qualche mese di distanza la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: gli stranieri e i poveri sono perseguitati in quanto per definizione portatori di "violenza", mentre i suoi amici si rendono protagonisti di risse e aggressioni che hanno riportato il clima politico veronese indietro di qualche decennio. D'altra parte, capolista e ora capogruppo della Lista del sindaco Tosi c'è Andrea Miglioranzi un dirigente di Fiamma Tricolore ed esponente di Gesta Bellica, gruppo musicale nazi veronese, la cui presenza offende tutta la città.
ll sindaco Flavio Tosi, la settimana scorsa ha marciato per le vie della città alla testa di un minaccioso corteo della estrema destra eversiva come Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Veneto Front Skinhead, fianco a fianco di personaggi nel passato arrestati, giudicati e condannati per aggressioni, ferimenti e detenzione di armi. Alcuni di loro, nella serata, recidivi, si sono resi responsabili di un pestaggio violento a carico di tre "terroni" incautamente circolanti a Verona.
E' gravissimo che il sindaco abbia di fatto coinvolto la città, Medaglia d'oro della resistenza antifascista, in una manifestazione dalla quale sono partiti insulti alla magistratura, al prefetto, alla Resistenza e nella quale non mancavano le bandiere nere e minacce.
Se un sindaco non condanna atteggiamenti provocatori, frasi razziste, e si mescola fra gli ultrà violenti, non ci si può poi stupire che alcuni si sentano autorizzati e legittimati ad aggredire tre giovani solo perché ritenuti "terroni".
Il sindaco di una città deve avere il senso delle istituzioni. Dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, essere imparziale, garante della cittadinanza di tutti. Ma soprattutto dovrebbe essere fedele alla Costituzione italiana, repubblicana, democratica, antifascista. Purtroppo questo a Verona oggi non accade.
Ma, in tutto questo scempio, si è creata una realtà positiva: sabato 22 dicembre è nato ed ha debuttato davanti al Municipio il "Coordinamento per la democrazia a Verona", promosso da Partito Democratico, Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi, Sinistra Democratica, Italia dei Valori, Movimento Non violento, cui hanno aderito il circolo pink, il CSA la Chimica e tanti singoli e associazioni che non accettano di vedere la propria città diventare una fortezza ogni giorno più arroccata e chiusa a ogni diversità e che non intendono tacere davanti alla violenza squadrista, e a chi la protegge.
Per difendere il Municipio, l'istituzione democratica più vicina ai cittadini, dal comportamento irresponsabile del Sindaco siamo scesi in piazza, con tutti i veronesi che si riconoscono nei valori democratici, per condannare la violenza, per reagire in difesa della dignità delle istituzioni, per non tacere e non subire il clima di intolleranza che rischia di divenire contagiosa.
Verona deve ritrovare, nello spirito più genuino della sue tradizioni laiche e cattoliche, il rispetto di se stessa e delle proprie istituzioni, deve riscoprire i valori della tolleranza, della solidarietà, della convivenza, del dialogo.
Il sindaco ha pubblicamente riconosciuto di avere sbagliato a partecipare, ora deve dimostrare con un atto concreto alla città di prendere davvero le distanze da chi, come il capogruppo della sua lista in consiglio comunale, Miglioranzi, già componente del Gruppo Gesta bellica, inneggia al nazismo e al razzismo. Già nello scorso giugno, dopo averlo nominato come rappresentante dell'amministrazione comunale nell'Assemblea dell'Istituto veronese per la storia della resistenza, davanti alle reazioni indignate dei democratici in città e in tutta Italia il sindaco lo ha invitato a dimettersi, ora deve prendere definitivamente le distanze dimostrando che non c'è spazio per chi si fa portavoce di disvalori e di atti di violenza.

* Senatrice Prc-Se

Read More...